Biciclette e monopattini elettrici: servono maggiori controlli e uso responsabile

In questi mesi, complice anche la quarantena, si è verificato un vero e proprio boom delle biciclette e dei monopattini elettrici.

L’uso di questi mezzi di trasporto rappresenta un tema ampio e importante che ha a che fare con un nuovo modo di intendere la mobilità, in ottica più sostenibile, e che può portare notevoli vantaggi a tutte le comunità cittadine in termini di riduzione del traffico e miglioramento della qualità dell’aria.

Come tutte le novità che hanno un’incidenza sulla vita quotidiana di ognuno di noi e ne mutano il contesto sociale è però compito della politica e delle istituzioni governarle e non subirle, per poterne sfruttare le potenzialità senza che rappresentino un pericolo per i cittadini.

Sempre più spesso assistiamo a un utilizzo improprio di questi mezzi, che sono guidati senza alcun rispetto delle regole, nelle aree pedonali o in controsenso. Un rischio enorme, e purtroppo in alcuni casi mortale, per tutti: per chi le guida, per i pedoni e per gli altri automobilisti.

È quindi assolutamente necessario un maggiore impegno da parte di tutti, serve più consapevolezza e maggiore educazione civica da parte di chi li guida, e un’azione incisiva delle istituzioni per regolamentarne l’uso. I comuni dovrebbero agire con una vera e propria campagna di “istruzioni per l’uso” del monopattino elettrico.

Il monopattino elettrico, infatti, è un veicolo a tutti gli effetti e chi lo conduce ha degli obblighi ben precisi: possono usarlo solo i ragazzi dai 14 anni in su, può viaggiare solo su strade urbane dove il limite è 50km/h o su strade extraurbane con piste ciclabili.

C’è sempre l’obbligo del casco e obbligo di abbigliamento riflettente dopo il tramonto. Anche le biciclette con pedalata assistita sono assimilate alle normali biciclette solo ed esclusivamente quando il motore interviene a supporto della pedalata fino alla velocità massima di 25 km/h.

Le altre, con propulsore che arriva a 45 km/h, sono assimilate ai ciclomotori e quindi per guidarle in strada servono casco, patente targa e assicurazione.

Accanto alla necessaria attività informativa è inoltre indispensabile prevedere controlli più serrati e sanzioni più severe nei confronti di coloro che non rispettano le regole.

È un appello che rivolgo in particolare ai cittadini andriesi e al Commissario Prefettizio, non facciamo che una bella novità si trasformi in un ennesimo, e pericoloso, problema. Non ne abbiamo bisogno”.

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