Andria può avere un grande futuro, facciamo in modo che sia di tutti

Ho letto con profonda attenzione la lettera aperta che il Vescovo di Andria, Mons. Luigi Mansi, insieme ad alcune realtà associative diocesane, ha inviato a tutta la Comunità di Andria.

Una lettera densa di passione che non solo delinea le azioni da perseguire per il futuro della nostra città ma, in vista delle prossime elezioni comunali, richiama i candidati a Sindaco e i cittadini a vivere questo importante momento avendo a cuore il solo ed esclusivo bene della collettività, rifuggendo interessi personali o comportamenti moralmente deprecabili.

Una pre-condizione, questa, che ritengo assolutamente indispensabile perché Andria può tornare a immaginarsi ed essere più vivibile, più attenta e vicina alle necessità delle persone, solo se sapremo agire come un’unica grande Comunità. 

Una Comunità in cui non ci devono essere favoritismi e non possono essere accettati comportamenti scorretti.

In questo la politica deve fare la sua parte e rivendicare un ruolo a cui probabilmente, e colpevolmente, ha abdicato, preferendo accontentare gli interessi del momento o soffiando, per tornaconti elettorali, sulla rabbia, giustificata, delle persone. La politica deve tornare a ricordarsi, come detto da Papa Francesco, di essere “una vocazione altissima, una delle forme più preziose della carità perché cerca il bene comune”. Non deve seminare paura e odio ma speranza e poi rendere concreta quella speranza attraverso il lavoro, la serietà e i fatti.

Quanto affermo potrebbe essere bollato da molti solo come “vuote parole”, questo perché pago il prezzo di essere un politico in un’epoca in cui la politica ha perso credibilità. Ma prima ancora di essere un politico sono una persona, un cittadino che ha scelto di dedicare parte della sua vita a studiare e a impegnarsi, per capire e proporre soluzioni concrete a vantaggio di tutti. Senza mai ricercare interessi personali, e la mia storia è lì a testimoniarlo, ma a servizio della Comunità andriese che ho avuto l’onore di rappresentare in Consiglio Regionale.

La candidatura a Sindaco non è solo una ragione di cuore, dettata dal profondo debito di riconoscenza che porto nei confronti degli Andriesi, ma testimonia anche l’impossibilità di accettare alcun compromesso politico se non il bene della nostra città.

In questi ultimi anni ho compiuto delle scelte, importanti ma doverose, per cercare di porre rimedio a errori e mancanze che Andria non meritava e non merita e coerentemente con quelle scelte, insieme a tanti Andriesi, abbiamo deciso di presentarci alla competizione elettorale da persone libere che non devono rispondere a nessuno se non alla città stessa.

Sarà un viaggio entusiasmante e al tempo stesso complicato perché, con coerenza, non si possono negare i problemi e le difficoltà che ha oggi Andria. Ma come ha giustamente ricordato il Vescovo nella sua lettera: “se si sogna da soli, è solo un sogno. Se si sogna insieme, è la realtà che comincia”.

Dovremo ripartire proprio da questo, da un forte senso di appartenenza e di amore nei confronti della città. Ognuno, nel suo piccolo, dovrà contribuire a prendersene cura, a rispettare gli spazi pubblici e rispettare le altre persone, comportandosi in modo retto e legale. 

Non dobbiamo mai dimenticarci che all’interno di una Comunità le persone per bene sono sempre la maggioranza ma purtroppo tendono a rimanere in silenzio, consentendo, ai pochi incivili e delinquenti di alzare la voce e credere di essere padroni di un bene che invece è di tutti. Uniti siamo più forti di chi, con il proprio comportamento, non vuole che Andria cambi perché in questo modo può perseguire interessi personali.

Il seme della Comunità andrà annaffiato ogni giorno e fatto crescere, e questo vorrà dire ripristinare la normale manutenzione della città e assicurare i servizi ai cittadini. Non attraverso un libro dei sogni ma attraverso progetti credibili ed effettivamente realizzabili con i quali sopperire alla difficile situazione delle casse comunali.

Anche in mancanza di proprie risorse economiche un Comune può realizzare attività importanti, attingendo, proprio attraverso la progettazione, a fondi statali ed europei e ricercando partnership sia con il settore privato che con il vasto e importante mondo dell’associazionismo. Può essere fatto, basta averne la volontà, la capacità e la competenza per farlo.

Ma il ritorno alla normalità non può bastare, abbiamo il dovere di essere più ambiziosi, di volgere lo sguardo più in là nel tempo, immaginando la città che vorremmo avere tra vent’anni. Una città che si fa conoscere all’Italia e al mondo grazie al patrimonio storico e culturale di cui dispone. Una città dove chi vuole costruire una famiglia possa farlo in serenità, in primo luogo perché ha un lavoro. Una città dove le nostre ragazze e i nostri ragazzi non siano costretti ad andare via. Una città dove possa crescere la natalità grazie alla fiducia nel domani.

Ecco, è a chi è nato o nascerà in questo strano e complicato 2020 che dobbiamo pensare. Perché avere bene in mente come domani vogliamo far vivere i nostri figli e i nostri nipoti, vuol dire realizzare sin da oggi tutto quello che occorre alla città e agli Andriesi.

Andria può avere un grande futuro, facciamo in modo che sia di tutti.

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